
LE ODI
A cura di Ludovico Anastasi
Coricato, chiedo al soffitto un sogno gagliardo teso ad un immenso esteso futuro. Nel sonno non giungano le pastoie del passato. Oramai nulla giustificano. Oramai nulla rivelano. Vengano rinchiuse nello scantinato. A me la chiave dello scatto. Ho da fare un viaggio eterno.
10 dicembre 2024
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Il cane di fronte ancora abbaia. No, non posso proprio stanotte, o notte decembrina, ispirarmi a poesia estasiata, a richiamo di stelle e luna. Il freddo gela le mie ossa e non risparmia l’ anima. Soffro per la mia Musa e dentro mi dilaga l’ amore zittito a fior di labbra. Sia dunque semplice questa poesia. Solo la rivelata velleità di volerti innamorata. Solo la rivelata velleità di vegliare il tuo sonno, dono al mio cuore, dolcissima mia amata.
11 dicembre 2024
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E come prendere contezza di questa giornata di sole che sembra che mi appaghi ma il cuore non mi scalda. È tutta una esaltazione di colori, di raggi sulle piante, di amori rinverditi. Palese armonia di metamorfosi. Ma è la recidiva, atavica utopia che nel mio cuore giace.
11 dicembre 2025
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Rivoluzionare il cervellotico piano funzionale a nessuno. Ora e subito devo ottenebrare il mio dire. Risparmio in parole. Risparmio la sacrosanta voglia di amarti. Copernicana rivoluzione. Da questa non traggo vantaggio. Resta il furore sul tema :” non lo voglio sentire”. Ma dell’ immenso fai parte. È tutto un gioco di angeli. I decisori.
12 dicembre 2024
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Mi alberga una lontana giornata di sole. Abitavo la casa materna. Oggi, forse, contemplo il niente o il suo quasi. Umile pazienza nel ricamarlo col nulla. O col poco più. Non importa. Ci si accontenta.
12 dicembre 2024
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Fulgida ostentazione della banalità dell’ esistenza. Repetita iuvant. Del nulla chiedo la grazia. Ma sia gentile il calar della sera. Nel circondario delle ombre non si costringa l’ anima e la sua ansia di un residuo di vita. Tanto, prima o poi, il resoconto sarà cosa fatta.
12 dicembre 2024
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O forse no! Non dovrebbe esserci resoconto nella notte di Santa Lucia. Se è così nel cassetto lascio nascosto il bilancio. Te compresa, mio dolce peccato. Ma come tale non si configura un anelito. L’ attesa di un bacio. Comprenda il cielo. Mi sia amico. Fermi la disputa tra Angelo e diavolo. L’ insoluto martirio. Se c’è una luce lì in fondo che salvi la dolce follia. Che tutto risplenda nella notte di Santa Lucia.
13 dicembre 2024
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E se nel desiderio c’è una spina di sofferenza, allora ben si introduca la spina al mio fianco. Il desiderare di purezza è sigillo. Come al solito, vado esagerando, volo tra le stelle e ritorno, e ti corteggio e ti chiamo per Sacra Voglia di Vivere. Dimmi cos’ è più Santo di Questo. Tranquilla, in fondo trattasi di diamante glorioso e raro, di te in me l’ ultimo innesto.
13 dicembre 2024
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Incommensurabile preghiera, un Pater, un Ave e un Gloria, in questo uggioso giorno di Santa Lucia. E che non sia follia pura questa desistenza al dialogo tra santi. Che non sia paura. Alla fine della corsa, difficile restar saldi. E allora ci si converte in massa. Un Pater, un Ave e un Gloria.
13 dicembre 2024
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E questa incolmabile
Voglia di un
Custode che sia
Di protezione e che
Ci salvi dalla carestia
Di un grande
Progetto nell’ anima.
Che non sia
Allora vuoto il
Paradiso di chi è
Andato in follia per
Perduta speranza di
Entrare nel
Regno nonostante
Il Peccato.
13 Dicembre 2024
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E questo orientamento
Climatico
Del pomeriggio mi
Lascia perplesso e
Stanco.
In altre epoche mi
Esaltavo
Quando la pioggia
Era il grido di un
Desiderio
D’ acqua corrisposto.
Ora c’è un dato
Indefinito
Che mi trascina al
Desiderio
Di immensa luce per
Un faro
Di orientamento nel
Percorso finale.
Un gesto di avanguardia.
Un arco di trionfo.
13 dicembre 2024
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Le stesse cose
Gli stessi giorni
Suggeriti e
Fraudolenti.
Indolenti e
Acefali i
Giovani
Si aggirano
Incastrati
Da turbolenze
Indotte.
E non basta
Il chi se ne
Fotte
A liberarli dai
Disagi
Suburbani.
13 dicembre 2024
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