A cura della R.B. «La fede … esige una chiara riprovazione della cultura della mafia, che è una cultura di morte, profondamente disumana, antievangelica, nemica della dignità delle persone e della convivenza civile».
![]() Nino Raspanti Nel contesto dell’incontro il Vescovo della diocesi di Acireale S.E. Mons. Antonino Raspanti promulgherà un decreto di privazione delle esequie ecclesiastiche per chi è stato condannato per reati di mafia in via definitiva. Il decreto del vescovo di Acireale s`inserisce all’interno di una serie di provvedimenti presi dall’episcopato siculo sin dalla metà del secolo scorso, con cui in maniera netta si sono condannati atteggiamenti e strutture mafiose considerati assolutamente incompatibili con il Vangelo ed appartenenti al regno del peccato. ![]() Anna Maria Cancellieri ![]() Giovanni Salvi L’incontro, che prende spunto dalla recente pubblicazione del volume “Cultura della legalità e società multireligiosa”, a cura di Mons. Antonino Raspanti, e presentato nell’ultimo salone internazionale del libro di Torino, intende mettere a fuoco i risvolti del tema della legalità sia sul piano civile che su quello religioso. Si metteranno così in evidenza affinità e divergenze di determinati fenomeni che solo apparentemente sono considerati simili, come quello del pentitismo mafioso. Ci si chiederà: in che senso il pentito di mafia, riconosciuto come tale nelle aule giudiziarie, lo è anche sul piano religioso? E viceversa. Pertanto la domanda di fondo alla quale si tenterà di dare risposta è capire in che modo giustizia umana e giustizia divina si collocano l’una rispetto all’altra. |
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