Le Odi

LE ODI

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LE ODI

A cura di Ludovico Anastasi

Poesie dedicate al Direttore della Rivista Nuove Edizioni Bohémien

Rivelazione d’amore

Lampeggi, fuggitiva, su volti estranei come rivelazione d’amore eterno che non possiede un solo viso ma e’il sorriso della vita in mille immagini.

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Nuovo amore

E quando nuovo amore ci coglie, con dita di stelle il cielo toccando, mettendo in moto tutti gli ardori di cui non si ebbe mai conoscenza, non sia mai la noiosa, feroce indolenza a rifarci rovinare nel vuoto.

Verso la notte

E le parole che si dicono in certe circostanze rimbalzano dalle nostre interiori cieche stanze lucidate e mute.

Il lungo sonno

Eppure ebbi l’immensa, sentita voglia d’entrare nel paradiso alla cui porta mille e piu’ volte ho brontolato...

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SFUMATURE DI POESIA DIALETTALE

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 LE ODI

A cura di Antonino Leotta

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Si è concluso il X Concorso Poetico Letterario “Maria SS. di Loreto”. La sezione “poesia dialettale” ha visto premiare i versi di Giusy Pagano dal titolo  “LU VICCHIAREDDU”. “Ricordu…du ‘ntempu ca fu’.

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Un dipinto in movimento lo squarcio tracciato da Giusy Pagano. Il cui movimento è dato dall’evidenza di una realtà che continua a segnare l’ultima stagione della vita di un particolare ceto sociale.

Una panchina arrugginita accoglie i ricordi vivi di un tempo. Ricordi che si intrecciano nel dialogo tra due anziani che si ritrovano a unificarsi nel comune obiettivo del tempo della giovinezza spensierata: stuzzicare le ragazze del quartiere.

Giusy penetra nei segreti pensieri, nei desideri mai sopiti, nei sogni infranti di anziani ch...

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LE ODI

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LE ODI

MARI   N’TRA LA TERRA

di Giusy Pagano

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Si c’è na cosa, ca mi fa stari bbeni,

0 m’postu, unni ju’ vulissi stari,

chistu è u mo mari…

e nuddu da testa, mi lu po’ cancillari.

Mi fermu uri a taliallu,

quannu è cammu, e, macari quannu è

priputenti, furiusu e timpistusu.

Ma, o stissu tempu,

ranni e immensu di taliari,

ca macari l’occhi ti fa stancari.

Quanti misteri, quanti segreti teni ammucciati

N’do so funnali.

Ppi mia lu mari, è comu du vrazza

ca, ti stringiunu forti, forti.

Ma, si non si capaci di stari a galla e sapiri natari,

iddu, ti po’ fari macari affunnari.

Ogni tantu, senti u mari murmuriari,

e… quannu l’unna s’innamura di lu mari,

tutti e dui vanu daccordu, e n’da li scogghi si vanu a vasari.

A li mo spaddi, la nostra timpa,

giganti e m’pune...

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VERSI DI UNA NOTTE D’ESTATE

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LE ODI

A cura di Antonino Leotta

Foto di A. L.

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La nostra vita oggi si rassomiglia, spesso, a una carretta del mare sbattuta da onde in tempesta. Anche se ne respingiamo l’idea, siamo emigranti che rischiamo sopravvivenza sulla stessa terra che ci ha generati. Tanti i pericoli che tentano di travolgerci. Tanti i problemi che tormentano le nostre notti insonni, le nostre ore avvelenate di incertezze.

Mi chiedo spesso se è vero che un tempo si riusciva ad essere più distesi. E più sereni. E mi pare di aver ritrovato un punto di ancoraggio che ci infondeva una certa sicurezza interiore.

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Anni fa eravamo più attenti a cogliere le voci e i volti della natura. Pare che ci danzassero attorno. Trasformando i nostri sentimenti in soavi sguardi di contemplazione. Ed anche in slanci di amore.

V...

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LE ODI

227

LE ODI

di Lorenzo Marotta

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A piedi nudi
percorro la terra
impastata di fango e sole.
Non mi guida
una stella.
Il cielo è nero come
la mia pelle.
Colpa fu nascere
da donna scura.

 

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CERCO DIO

Cerco nel fondo
della bottiglia
il mio Dio
che non trovo.
Placo per poco
il dolore
per riemergere – più solo –
ai lugubri
latrati della notte.
Nel buio una sagoma
come di croce
protende le sue braccia.
E’ fatta di uomini e donne
sperduti nella solitudine e
nell’abbandono.
Si fa luce
il mio cuore.
Riconosco in quella croce
il mio volto.

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