L’Anima sul Cavalletto: Splendori e Miserie dell’Artista nell’Ottocento

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Cronaca di un’epoca

A cura di Maria Cristina Torrisi

Il diciannovesimo secolo non è stato solo il secolo del vapore e delle ferrovie, ma il campo di battaglia su cui è nata l’idea dell’artista come lo intendiamo oggi: un individuo solitario, spesso incompreso, in perenne lotta tra il bisogno di pane e l’anelito alla libertà assoluta.
Per secoli, l’artista era stato un protetto. Papi, re e principi garantivano vitto, alloggio e commissioni.

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Con la caduta dell’Antico Regime, questa rete di protezione svanisce. L’artista dell’Ottocento si ritrova improvvisamente “libero”, ma è una libertà vertiginosa: deve vendere le proprie opere a una nuova classe sociale, la borghesia, che spesso non capisce le novità e cerca solo decorazioni rassicuranti per i propri salotti.
Nasce così l...

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BENESSERE, WALNUT…FIORE di BACH

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SALUTE E BENESSERE

A cura di Federica Zanca

WALNUT…FIORE di BACH
Junglas regia ossia noce

Si tratta di un albero fruttifero molto diffuso nelle pianure e nei campi: per secoli ha rappresentato un’importante risorsa alimentare per le popolazioni.
Ha fiori maschili e femminili che fioriscono in aprile-maggio sulla medesima pianta e contemporaneamente alle foglie.
Per preparare questo rimedio floreale di Bach vengono scelti e utilizzati soltanto i fiori femminili.

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Dal punto di vista simbolico e analogico presso i Romani il noce era consacrato a Giove. Nel medioevo era considerato un albero magico e sotto i suoi rami, sempre secondo la leggenda, si riunivano le streghe per i loro sabba!
Tra i rimedi floreali, Walnut è un rimedio privilegiato e occupa quindi una posizione di spicco; utiliz...

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LE ODI DI LUDOVICO ANASTASI. “PER LE MIE INTEMPERANZE”

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Le Odi

A cura di Ludovico Anastasi

Ludovico Anastasi

Ludovico Anastasi

Scappavo da me per le mie intemperanze. Non mi era possibile sconoscere i giorni arretrati, scongelare certi ricordi. Mi dicevo: vedi? non puoi accordare i rimbrotti per come ti conviene, sostituirli con altri magari inventati, ridurli ai tuoi sogni che volevi fossero d’ oro fissato nei cieli. Guarda quelle nuvole a pecorelle essenziali. Ti hai deciso gli spazi e non hai puntato l’ orologio dei tempi. Ora ti è inutile anelare i suoi tremiti per dirti: sono un bravo affabulatore per unione di carni fino alla morte...

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CARAVAGGIO, POETA DELLA LUCE E REALISTA PURO

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ARTE

A cura di Maria Cristina Torrisi

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La vita di Michelangelo Merisi, universalmente noto come Caravaggio (1571–1610), non fu solo quella di un pittore, ma di un vero e proprio romanzo d’appendice fatto di ombre profonde, lame affilate e una ricerca ossessiva della verità. Mentre i suoi contemporanei dipingevano figure angeliche e idealizzate, Caravaggio portò la strada nei palazzi della Chiesa. Usava come modelli prostitute, mendicanti e persone comuni, trasformandoli in santi e martiri.
La sua tecnica non era solo estetica, ma psicologica. Attraverso le sue opere la luce squarcia il buio per isolare il momento drammatico, come un riflettore su un palcoscenico.
Nelle opere è presente il realismo crudo: se un santo aveva i piedi sporchi, Caravaggio dipingeva i piedi sporchi...

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LE ODI DI LUDOVICO ANASTASI. “AVREI VOLUTO…”

Ludovico Anastasi

LE ODI

A cura di Ludovico Anastasi

Ludovico Anastasi

Avrei voluto invitarti agli albori dei cieli, laddove si rompono gli argini, per accoccolarti tra gli alberi su un’ amaca di seta sfuggente gli sguardi degli altri, di gente da poco, perché ero nato ribelle, perché non mi saziavo di altri frutti che non fossero te, perché stavo sugli arcobaleni rompendo le acque, perché di te ero fremente e stillavo colori vivaci come il rosso delle passioni, perché solo io avrei voluto vestirti delle perle più rare raccolte negli abissi dei secoli e i pensieri erano remoti nell’ immaginarti fervente nei balli, nelle danze ad occhi socchiusi e sbircianti le ombre dei miei nascondigli, per diradarle e svelare il nascosto dei miei segreti sognanti, matti e insaziati di ciò che tu sei, desiderio di sorgive incantate...

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